Le cappelle

Le due opere per le cappelle laterali alla navata principale della chiesa

Le opere sono state donate e installate permanentemente sotto la cura di Alessandra Borghese e grazie al lavoro del
Direttore dei Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Palermo, Padre Giuseppe Bucaro.
Il tema dell’opera sono i nuovi martiri della chiesa: da una parte le crocifissioni di cristiani, ancora oggi prprtrate in Medio Oriente, dall’altra il martirio del beato Pino Puglisi, ucciso dalla mafia nel 1993.

La creazione delle Cappelle Ghenie per Palermo parte dal desiderio e dalla necessità di un immaginario che si confronti con l’eternità.
Questa chiesa oltre ad essere un luogo di preghiera, diventerà grazie all’intervento artistico di Ghenie, anche un luogo di pellegrinaggio ecumenico del mondo dell’arte contemporanea internazionale. “Le Cappelle Ghenie” si posizionano a Palermo come la Cappella di Matisse a Vence (progettata e decorata dall’artista in Francia tra il 1949 e il 1951 per le suore domenicane) oppure la Cappella Rothko a Houston (la chiesa aconfessionale fondata da John e Dominique De Menil con 14 opere dell’artista ed inaugurata nel 1971).

La crocifissione

Il dipinto ha come riferimento i classici della storia dell’arte: Goya, Guido Reni, Tintoretto, Veronesi, Tiziano. Sulla croce non c’è il Cristo classico ma un Cristo contemporaneo.
L’immagine che ha ispirato la composizione deriva da un reportage sulle crocifissioni che avvengono ancora oggi nei confronti dei cristiani in Siria, per Ghenie il soggetto perfetto per aggiornare un tema classico. L’uomo sulla croce indossa una tuta di un noto marchio internazionale e non è inchiodato, ma legato ai polsi sulla croce come Gesù. Sul lato sinistro del del quadro vediamo la figura di un terrorista armato che va verso un elemento arancione: un chiaro riferimento ai prigionieri dello Stato Islamico obbligati ad indossare le tute arancioni prima dell’esecuzione. Anche questo è un riferimento a una recente canonizzazione della Chiesa cattolica, che ha canonizzato un gruppo di martiri della Libia (cristiani uccisi, appunto, da estremisti musulmani). Lo sfondo del quadro riprende i grigi della Chiesa della Madonna della Mazza.

© Rosellina Garbo

© Rosellina Garbo

Il martirio di Padre Pino Puglisi

La composizione dell’opera è ispirata al famoso dipinto del medioevo di Michael Pacher “Sant’ Agostino e il Diavolo”, conservato presso la Pinacoteca di Monaco di Baviera. Ghenie ripropone lo storico incontro tra il Bene e il Male in maniera facilmente comprensibile anche al vasto pubblico. La Chiesa ha sempre onorato chi dà la propria vita per la fede. Padre Pino Puglisi è un martire della legalità dei nostri giorni. L’assassino con la pistola in mano prende le sembianze di un diavolo contemporaneo, vestito con un giubbotto “bomber” giallo, colore della gelosia e dell’invidia, che Lucifero prova verso Dio e il Bene. Padre Puglisi porta sulle spalle il bambino Gesù come un San Cristoforo contemporaneo e con una mano benedice il suo assassino: un vero Santo, anche se subisce violenza, non è capace di odiare il nemico. Nella parte inferiore della figura del diavolo, fuoriesconio delle viscere che prendono le sembianze di un serpente che cerca di avvolgere la figura del santo nelle sue spire. Sullo sfondo i palazzi del quartiere Brancaccio e la porta di casa del sacerdote siciliano.

La chiesa della Madonna della Mazza

La chiesa della Madonna della Mazza, realizzata tra il 1603 e il 1606, prende il nome dalla tradizione iconografica che raffigura la Vergine del Soccorso nell’atto di impugnare una piccola clava contro il Diavolo; è da questa rappresentazione che proviene il nome di Madonna della Mazza, usato in genere dal popolo palermitano, devoto alla Vergine per l’immediato e potente messaggio dell’onnipotenza divina contro il Male. La statua lignea che raffigura la Madonna della Mazza, databile al 1600, è posizionata nella nicchia sopra l’altare della navata principale. La chiesa, posizionata nel tratto pedonale di Via Maqueda, punto di riferimento per i poveri durante i secoli, custodisce tra le sue mura numerose opere d’arte di artisti come Battistello, Zoppo di Gangi e la scuola di Caravaggio. L’intervento artistico di Ghenie rende la chiesa un nuovo luogo di pellegrinaggio ecumenico e del mondo dell’arte.

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